Per una quarantena “bellissima”: 5 libri, 5 film e 5 serie tv imperdibili

Per una quarantena “bellissima”: 5 libri, 5 film e 5 serie tv imperdibili

L’ho letto e sentito fin troppe volte in questi giorni: CHE PALLE ‘STA QUARANTENA, A CASA MI ANNOIO, NON SO COME PASSARE IL TEMPO.

E chissà in quanti vi hanno risposto: leggete un libro, (ri)guardate un film o scoprite una nuova serie tv.

Ecco, così ho pensato di suggerirvi io quali, così non dovrete stare lì a scervellarvi, cercare, chiedere in giro, e vedrete che sarà una “quarantena bellissima” (sic!) al punto che, quando sarà finita, non solo non ve ne accorgerete ma non avrete proprio voglia di tornare per strada.

Via, adesso non esageriamo, volevo solo sdrammatizzare e gasarvi un po’. Cominciamo.

Munitevi di Netflix, Prime Video, Now TV, Sky, Amazon, Chili, Infinity, Raiplay e chi più ne ha più ne metta (streaming pirata evitate please!); prendete carta e penna, ecco a voi 5 libri, 5 film e 5 serie tv assolutamente imperdibili (5 di numero, non in graduatoria, messi lì per puro gusto personale – potete criticarmi/complimentarvi/ringraziarmi nei commenti):  

LIBRI

–         “Il Suggeritore” di Donato Carrisi (dal titolo sembrerebbe ispirato al ruolo che mi sono dato prendendomi la briga di scrivere queste righe con i miei “suggerimenti” ma così non è, ovviamente): trattasi di un thriller oscuro e appassionante che vi turberà e assorbirà nei suoi complessi e macabri risvolti.

–         “Cecità” di Josè Saramago. Pietra miliare. In un futuro distopico (che tanto distopico non è) un’epidemia rende tutti ciechi: ne consegue una drammatica riflessione sull’essenza stessa dell’essere umano. Nulla di più adatto a questi giorni.

–         “Maruzza Musumeci” di Andrea Camilleri: riportandoci su toni nettamente più leggeri, un racconto popolare ed epico allo stesso tempo, in cui il padre di Montalbano (che qui non è presente) incontra Omero.

–         “Il vecchio e il mare” di Ernest Hemingway: un romanzo d’avventura costellato di simboli che vi condurrà con sapiente scorrevolezza nei meandri del coraggio e della lotta per la sopravvivenza: una parabola di vita (io l’ho letto in una notte, tutto d’un fiato).

–         “Delitto e castigo” di Fëdor Dostoevskij: di certo non vi mancherà il tempo per rispolverare (con le sue oltre 700 pagine) uno dei capisaldi della letteratura russa. Un romanzo che è pura filosofia morale, una riflessione attenta e profonda sulla vita e la morte, sul peccato, la giustizia e l’impunità.  

FILM

–         “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore (del 1988): da buon siciliano non posso non invitare tutti a (ri)vedere uno dei migliori film che l’Italia abbia prodotto ed esportato all’estero (con il suo Oscar e con la colonna sonora di Morricone che ormai è leggenda). Un racconto popolare, malinconico ed emozionante, con uno dei finali più belli di sempre.

–         “Old Boy” di Park Chan-wook (l’originale del 2003, non il remake americano di Spike Lee): nell’anno di Parasite, che ha portato alla ribalta e fatto conoscere il cinema coreano al grande pubblico, non potete non guardare quello che Tarantino ha definito “il film che avrei voluto fare”: un film che unisce poesia e violenza, miscelando sapientemente i temi tipici delle tragedie classiche alla potenza visiva e formalmente impeccabile della cinematografia coreana.

–         “Frida” di Julie Taymor: la biografia della nota artista messicana prende vita nei panni della bravissima Salma Hayek (che ha fortunatamente strappato il ruolo a Madonna) che ci accompagna attraverso opere colorate e tristi, musiche latine e avvolgenti, immagini pittoresche e surreali.

–         “Midsommar” di Ari Aster, un horror che, tra le altre cose, colpisce per due aspetti molto originali: il male può celarsi nella luce (dell’abbagliante sole del nord) e può non essere spiritualmente contrapposto al bene ma antropologicamente utile alla sua realizzazione.

–         “L’inquilino del terzo piano” (Le Locataire) di Roman Polański: un tuffo nella Parigi del 1976. Un palazzo, un misterioso suicidio, un piccolo e squallido appartamento che diventa palcoscenico di un vorticoso e sconcertante viaggio nell’oscurità della psiche umana.  

SERIE TV

–         “The Outsider”, miniserie del 2020 targata HBO (la trovate su Sky o Now Tv) tratta dall’omonimo romanzo di Stephen King: è un thriller ben strutturato e condito con tutti gli ingredienti cari al suo autore: morte, dolore e traumi del passato, in un’indagine che attraversa la provincia americana e spinge i suoi protagonisti fino al limite del “plausibile”.

–         “Modern Family” (sì, quella che davano dopo pranzo su MTV, ora la trovate su Prime Video): iniziata nel 2009 e giunta alla sua undicesima e forse ultima stagione, è una sitcom che ha fatto incetta di premi, con battute brillanti e attori straordinari, in cui le avventure di alcune “moderne” famiglie americane ci vengono raccontate col linguaggio fluido e contemporaneo di un finto reality show. Niente risate registrate (per fortuna) ma sguardi e ammiccamenti che instaurano un rapporto diretto tra protagonisti e pubblico.

–         “Fleabag”, serie britannica giunta alla sua seconda stagione, produzione Amazon (è su Prime Video): ha come protagonista la bravissima Phoebe Waller-Bridge, una trentenne alle prese con una vita amorosa e familiare al limite del disastro: imperdibile per la sua sceneggiatura caustica, scurrile, cinica, amara e divertentissima.

–         “Watchmen” è una miniserie televisiva scritta da Damon Lindelof (autore di Lost) e ispirata all’omonimo fumetto di Alan Moore: in un futuro distopico, un gruppo di inconsueti supereroi sono alle prese con piogge di calamari, viaggi nel tempo e sette suprematiste bianche. Un universo unico.

–         “Lost”, annus domini 2004. Non potevo non citarla. Non spenderò molte parole: checché se ne dica del finale (no spoiler please) è la serie delle serie, la serie che ha rivoluzionato il linguaggio delle serie, la serie che ha riscritto la narrazione televisiva: mistero, avventura, dramma, fantasy. 1000 domande e un po’ meno risposte vi attendono.  

di Francesco Giamblanco ________________________________________________________________________________

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